Caduta dei capelli reattiva: cos’è?

La caduta dei capelli è un evento abbastanza comune e riconoscibile e consiste in un’alterazione del normale ciclo vitale del capello che va a determinare uno squilibrio nel ricambio fisiologico di tali strutture. Essa può avere diversi gradi di intensità ed essere temporanea e reversibile, oppure progressiva e permanente a seconda di quelle che sono le cause scatenanti, che possono essere molto varie. A volte può essere anche il campanello di allarme di alcune patologie che si stanno sviluppando, pertanto è sempre bene prestare attenzione ai segnali del corpo.

Normalmente un individuo ha un numero di capelli intorno al centinaio di migliaia, fino a 150000 nei biondi e leggermente sotto i 100000 per i rossi. Il 90% circa dei capelli si trova normalmente in fase di crescita (fase anagen), mentre il restante 10 % si trova in fase di latenza o caduta (fasi catagen – telogen). La fase di crescita dura diversi anni a seconda dell’individuo ed ha una marcata differenziazione sessuale, infatti mentre la fase anagen maschile dura una media di 3 anni circa, la fase di crescita femminile può talvolta superare i 10 anni. La presenza di due o più bulbi piliferi nella maggior parte di ogni singolo follicolo è ciò che fa sì che in una chioma sana non si notino variazioni stagionali dovute ad un maggior ricambio (fasi che si ripetono in primavera ed autunno, normalmente). Infatti, per ogni capello che arriva a fine ciclo, ci sono nello stesso bulbo uno o più capelli che sono ancora in fase anagen mantenendone costante la densità fisiologica. Uno dei primi segnali d’allarme che vengono rilevati durante la visita tricologica è proprio l’indagine del numero di capelli per singolo bulbo, un’alta percentuale di capelli singoli è certamente segno di un’anomalia che ne sta causando la caduta.

La prima grande distinzione che possiamo fare tra i tipi di caduta è tra le cosiddette cadute reattive (temporanee e reversibili) e quelle permanenti o progressive. In questo primo appuntamento con l’argomento andremo a parlare di alcune tipologie di caduta reattiva,  per proseguire la rassegna la prossima settimana.

Una caduta reattiva può verificarsi per diverse cause, che una volta individuate e risolte permettono al bulbo pilifero di tornare a svilupparsi normalmente. A volte possono essere estremamente rapide e si può arrivare a perdere la maggior parte dei capelli in tempi relativamente brevi. Tra i tipi di caduta di questo tipo vale la pena annoverare:

Caduta da trazione

È quel tipo di caduta che si determina per continue sollecitazioni a carico del bulbo pilifero dovute prevalentemente ad abitudini individuali, quali il legare costantemente i capelli stretti durante molto tempo, l’utilizzo costante di cuffie, cappelli, fasce (pensiamo, ad esempio alle lavoratrici del settore alimentare), ma anche alcune acconciature semipermanenti come dreadlocks o treccine possono influire, applicando una continua trazione a carico dei bulbi. Essa si riconosce perché tende ad interessare soprattutto le zone frontali e temporali, per prevenire o fermare questo tipo di caduta è opportuno limitare lo stress a carico dei bulbi, evitando il più possibile che tali situazioni siano eccessivamente prolungate nel tempo, mettendoli “a riposo” il più spesso possibile.

Caduta da stress

È un tipo di caduta insidiosa, perché avviene spesso in assenza di marker biologici precisi come potrebbero essere, ad esempio un’anemia o uno squilibrio ormonale, nonché le altre situazioni descritte in questi paragrafi. Il meccanismo fisiologico dietro a questo tipo di caduta si esplica attraverso l’eccessiva produzione di ormoni vasopressori da parte delle ghiandole surrenali (adrenalina e cortisolo, noti anche come gli ormoni dello stress). Questi ormoni causano un restringimento del lume dei capillari cutanei, provocando un ridotto afflusso di sangue e la conseguente malnutrizione dei bulbi piliferi, la cui attività rallenta accorciando i tempi della fase anagen. Il risultato è un capello più fragile con una crescita inferiore sia per velocità che per durata ed un conseguente cambio della proporzione fisiologica tra capelli in fase anagen e telogen.

Caduta da carenza di nutrienti

Come tutte i tessuti in rapida crescita, le cellule della pelle, ivi compresi i cheratinociti che generano il bulbo pilifero necessitano di nutrimento, quindi zuccheri, aminoacidi e ossigeno, ma anche di tutta una serie di cofattori minerali ed organici che sono fondamentali per la crescita. Primo fra tutti annoveriamo il ferro, la cui carenza, detta anemia, causa problemi nella distribuzione di ossigeno ai tessuti. Anche lo zinco ed il rame risultano fondamentali nel metabolismo dei cheratinociti, poiché partecipano alla formazione di alcune molecole metallorganiche che costituiscono il sito catalitico degli enzimi necessari alla replicazione cellulare, cioè delle strutture molecolari che rendono possibili tutte le reazioni chimiche che permettono ai nostri tessuti di rinnovarsi o, nel caso specifico dei capelli, di crescere. Per questo stesso motivo, anche un corretto apporto vitaminico risulta decisivo per mantenere una chioma in salute.

Caduta dei capelli reattiva: cos’è?
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